A. Rodin, Danaide, 1889.
Preferisco
il buio
l'ora in cui
possa fingere
di essere stanca.
Mi somiglia
e nasconde
i miei doveri mancati
e le ore spente.
Confondo
i miei confini
nell'oscurità.
A. Rodin, Danaide, 1889.
Preferisco
il buio
l'ora in cui
possa fingere
di essere stanca.
Mi somiglia
e nasconde
i miei doveri mancati
e le ore spente.
Confondo
i miei confini
nell'oscurità.
Per te io esisto,
non ti scordi della mia presenza
e mi lanci continue scuse
per resistere al vuoto delle ore...

Oggi sola
ho inseguito una verde scia
per trasgredire ai dictat della tristezza.
Oggi sola
ho valicato i confini della mia prigione
per respirare l'odore del mondo.
Oggi sola
in uno specchio di parole ho rivisto il mio volto
e mi sono lavata ad un fiume di sì.
Un comandamento si è impresso sulla mia pelle:
non lasciare appassire un giorno
senza aver compiuto qualcosa di nuovo.
Già adesso di un centimetro
mi sollevo dal pavimento,
merito di un solitario caffé allo zenzero, forse.

"La poesia"
Sono
molto
irrequieta
quando mi legano
allo spazio.
(Alda Merini)
Trattengo il fiato da un mese,
è l'attesa che mi corrode i pensieri
si sbriciolano ancor prima di saltare fuori da me.
Mi aggrappo alle piccole cose,
le sfoglio ogni giorno
e mi seduce un canto simile alla dolce follia.
Talvolta mi pare di riconoscerla
in un passo all'orlo del blu.
- Se ti tagliassero a pezzetti -
(Fabrizio De André)
"Dammi quello che vuoi,
io quel che posso..."