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(F. Tricarico, "Occhi blu")
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(F. Tricarico, "Occhi blu")
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La mia notte ha stelle di neon e pixel
cambia colore
ogni volta che la guardo.
Il tuo giorno è verde di sole
in un pomeriggio
che zoppica mesto.
Getto lontane parole ad un silenzio
che assorda.
Mi dissangua la lontananza.
Del nostro tempo è metronomo il cuore,
gli chiederò un miracolo.

Tornare è bello quando qualcuno ti aspetta!

Foto e elaborazione grafica di Seleide
Sono un punto
.
in sospensione
tra torrenti d'inchiostro
che determinano il mio destino.
Margine d'incertezza
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in cui sempre inciampo.
Si accartocciano riversi
i pensieri
riempiendo inutili
ogni vuoto della mia mente.
Raggiungo l'esito
di frasi senza senso
solo per il sollievo
di una conclusione.
Se aspettare è un'arte
non è la mia.


Hatsu yuki no
soko wo tatakeba
take no tsuki.
Luna di bambù,
mentre carezza il suolo
della prima neve.
(Buson, 1715-1783)
Inaspettata novità,
respirerò aria verde di tè
tra le dita origami di pensieri
in un breve passaggio
tra paesaggi di Hokusai.
(Gianni Rodari)

Filastrocca impertinente,
chi sta zitto non dice niente;
chi sta fermo non cammina;
chi va lontano non s’avvicina;
chi si siede non sta ritto;
chi va storto non va dritto;
e chi non parte, in verità,
in nessun posto arriverà.
13 Agosto - 13 Febbraio
Una sposa rapita nell'impeto della sua lunga luna di miele,
tanto la amavi che non hai potuto aspettare un giorno di più.
A noi l'avevi data,
pronta ad ogni momento a provarTi il suo amore
amandoci tutti.
Un soffio, un volo e l'hai presa con Te.
So che sei stato Tu perché non avresti permesso a nessun'altro di toccarla,
l'hai presa per mano sei mesi fa
e adesso la mia voce raggiunge entrambi.
Piccola debolezza umana,
le mie goccie salate regalo alla terra
che non si abitua alla sua mancanza.

Mi lascio scivolare
in attimi di leggerezza...
Per qualche giorno mi è rimasto incollato addosso questo fotogramma.
Rivedo l'immagine di un clochard nella via chic della città, solo nella sua alienazione mentale,
circondato da persone in maschera che invocano la follia del Carnevale.
Ho visto e ho scritto.

Appoggiato allo stipite
incoronato di stagnole
e confetti
sputi maledizioni
sempre le stesse
vomiti
le vergognose catene della tua padrona.
Guance di fuoco porpora avvelenato
occhi di spirito infiammano visioni.
Passeggiano commedianti
solo oggi sinceri
giocano in bilico codardi
con la follia
in guinzaglio e museruola.
Non alzano lo sguardo
a raccogliere i tuoi pezzi
sparsi
come cenere sulle loro teste.
"Qualcuno crede che le case siano fatte di muri. Io credo siano fatte di finestre".
(Friedensreich Hundertwasser, architetto)
Un varco tra la realtà esterna e lo spazio interno,
finestra sul mondo
liberi di comunicare in interdipendenza con gli altri abitanti del pianeta
perché è la relazione che ci rende esseri umani.

Vicina
anche lontana
amica.

Quel che manca è un soffio pulito
uno stelo ricamato
lichene sulla corteccia
assaggio ad occhi chiusi la rugiada
e mi vesto dell'odore della pioggia.
Grigio su grigio
opacizza lo spirito
tra cornici di verde stento e ordinato
orfano di Madre.

Non lasciare che cresca l'erba sul sentiero dell'amicizia.
(Proverbio nordico)
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo.
(da "Fango", Jovanotti)
Lo so ma lo dimentico facilmente.
Mi perdo a cercare domande che non abbiano risposta e tracce di possibilità svanite.
Le pareti e le abitudini diventano insormontabili barriere. Stanze piene, mente ipnotizzata dall'evasione. E piccola, rannicchiata in un angolo cerco di proteggermi dalle mie paure.
Solo la luce contrasta le ombre.
